La parola “caffè” deriva dall’arabo “qahwah”, che significa “ciò che solleva in alto”, e in origine indicava una bevanda che, prodotta sul succo estratto da alcuni semi, provocava effetti stimolanti ed eccitanti, tanto da essere usata anche come medicinale. Il significato si restrinse poi col tempo, trasformandosi da “qahwah” al turco “quahvè”, cioè caffè. Questa derivazione è contestata da quanti sostengono che la parola “caffè” derivi dal nome della regione in cui la pianta cresceva spontaneamente, cioè la Caffa in Etiopia.
 |
Come gli altri tipi di piante e semi, anche la scoperta e l’introduzione del caffè sono legate alla storia delle guerre, delle colonizzazioni e del commercio. La sua diffusione nel mondo è stata facilitata dalle numerose vicende belliche e coloniali di quei popoli che, durante i loro viaggi d’affari, lo introdussero nelle diverse terre.
Molte leggende, dunque, sono sorte intorno a tale bevanda ed alcune hanno sicuramente un pizzico di verità. Si tramanda che l’Occidente abbia scoperto il caffè grazie ad alcuni sacchi dimenticati dai turchi in ritirata da Vienna, ma nel mondo arabo era una bevanda diffusa già attorno all’anno 1000. |
I primi locali europei per la consumazione del caffè cominciarono a sorgere a Londra e a Parigi dal 1650 in poi, quindi divenne rapidamente popolare.
Nel 1690 alcuni marinai olandesi sbarcarono sulle coste di Moka, nello Yemen, e si impadronirono di alcune piantine, dando così inizio al loro commercio: ben presto la pianta del caffè si diffuse impetuosamente anche in tutta l’America Centrale e Meridionale, dove esistono tutt’oggi le maggiori piantagioni del mondo. Il sempre maggiore gradimento dei popoli di tutto il mondo per la bevanda del caffè portò ad una evoluzione nel modo di “gustarla”. Originariamente, infatti, era preparata mediante la sola infusione delle bacche, cui fecero seguito in un secondo tempo la macinatura dei chicchi e infine la tostatura (operazione indispensabile per far acquistare al caffè tutto il suo aroma). |
|
I principali paesi produttori di caffè verde sono: Brasile, Colombia, Indonesia, Vietnam, Messico, Guatemala, Uganda, Costa d’Avorio, Etiopia, Kenya e India.
Le principali qualità di caffè sono:
l’Arabica (più pregiata, nome scientifico della pianta COFFEA ARABICA, autogama, in grado cioè di auto-impollinarsi), che viene coltivata dai 900 ai 2000 metri di altitudine, e le cui caratteristiche peculiari sono il profumo di frutta e miele, l’acidità e la leggerezza;
la Robusta (COFFEA CONEPHORA, la cui impollinazione avviene tramite insetti), che prospera invece tra i 200 e i 300 metri, caratterizzata da sentori di legno, terra, cuoio e juta, dal gusto amaro e astringente.
Entrambe le piante raggiungono gli 8/10 metri d’altezza, ma per facilitare la raccolta delle drupe vengono potate e mantenute tra i 2 e i 3 metri.
la Liberica (COFFEA LIBERICA) proviene dalle foreste della Liberia e dalla Costa d’Avorio, è una pianta rigogliosa nella vegetazione e con frutti e semi grandi quasi il doppio di quelli della Arabica oltre che più resistenti ai parassiti. I suoi chicchi sebbene di qualità inferiore, danno un caffè profumato e gradevole.
l’ Excelsa (COFFEA EXCELSA) è stata scoperta nel 1904 ed è una specie resistente alle malattie e alla siccità. Se lasciati invecchiare i suoi grani danno un caffè dal gusto profumato e gradevole, simile a quello della Coffea Arabica.
Queste quattro specie sono tra le più importanti per redditività delle loro coltivazioni e le loro foglie crescono a coppie lungo i rami, i fiori si formano presso l’attaccatura delle foglie e sono bianchi e profumatissimi. I frutti, chiamati ciliegie o più precisamente drupe, sono inizialmente verdi e maturando diventano gialli, quindi rossi.
Nel mercato mondiale del caffè l’Italia si colloca al quinto posto tra i paesi importatori di caffè crudo, dopo USA, Germania, Giappone e Francia, con una quota di oltre il 6% sul commercio mondiale di caffè al di fuori dei paesi d’origine. L'Italia è il secondo paese esportatore del mondo di caffè torrefatto: attualmente si contano circa un migliaio di torrefattori di dimensioni pluriregionali, regionali e locali.
I principali paesi produttori di caffè sono:

Il panorama mondiale è in apparenza senza margini di sviluppo, dominato da poche multinazionali e funestato da vertiginosi saliscendi dei prezzi provocati dalle calamità naturali. Infatti, la pianta del caffè vegeta nelle regioni tropicali, ma è molto sensibile alle gelate, che periodicamente distruggono i raccolti e fanno impennare i prezzi.
|
|
BRASILE |
SANTOS, NYARABICA |
|
COLOMBIA |
ARMENIA (ex MEDELLIN), MEDELLIN SUPREMOARABICA |
|
MESSICO |
ARABICA |
|
GUATEMALA |
MARAGOGYPE (SHB), SH, ANTIGUA, BOURBON, TYPICA ARABICA |
|
GIAMAICA |
BLUE MONTAINARABICA |
|
INDIA |
CHERRY AB, PARCHEMENTROBUSTA |
|
INDONESIA |
ROBUSTA |
|
VIETNAM |
ROBUSTA |
|
ETIOPIA |
LIMU, SIDAMO, HARAR, LEKEMPTI, YRGACHEFFE ARABICA |
|
KENIA |
AA WASHED, KENT, MANRARABICA |
|
COSTA D'AVORIO |
ROBUSTA |
|
SUDAFRICA |
ROBUSTA |
|
UGANDA |
ROBUSTA |
|